mercoledì 26 settembre 2007

UNA STORIA DI BIDET

Bidet

Una grande società giapponese, la Toto, si è messa in testa di convincere un popolo restio come gli americani a usare il bidet

Internazionale 711, 20 settembre 2007

Chiedo scusa se mi allontano per una settimana dalle pagine di eBay – che pure ospitano diverse offerte per il prodotto in questione – ma vorrei avventurarmi con voi sul sito di Washlet.

Il fenomeno antropologico e culturale è rilevante dal punto di vista dei rapporti internazionali e della globalizzazione dei consumi. Non sto a farla lunga, chiunque di voi abbia girato appena un po' il mondo si è trovato presto a riflettere sulla diversa consuetudine che ogni paese ha con il bidet.

Saltiamo vi prego tutta quella parte di smorfie di disgusto ed espressioni di riprovazione. La notizia è che una grande società giapponese, la Toto (i più grandi produttori di cessi del mondo), si è messa in testa di convincere un popolo restio come gli americani a usare il bidet.

Anzi, non proprio il bidet, ma quella versione di grande successo in Giappone che integra nel wc anche un rubinetto facente funzioni di bidet (notate il mio goffo equilibrio tra giri di parole e pane al pane).

In Giappone, come è noto, molti modelli sono anche riscaldati o con sciacquone automatico a pressione della seduta o con rumore di sciacquone in sottofondo per coprire suoni indesiderati. La conquista del territorio nordamericano da parte della Toto e del suo washlet è un esempio straordinario del cammino verso la comunicazione tra culture diverse su un tema delicatissimo.

Sul sito di Washlet, alcuni americani dall'aria sana e allegra ci mettono la faccia per spiegare che lavarsi il sedere è cosa buona e giusta, e usano espressioni come "sapete… la carta tende a… distribuire il problema". Chissà se ce la faranno. Su eBay, comunque, un washlet costa tra i 300 e i 700 euro.

LUCA SOFRI

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